Primo appuntamento con la nuova rubrica dedicata al diritto dello sport ed alle società sportive.

Oggi prendiamo in considerazione la trasformazione da ASD a SSDRL

E’ possibile trasformare una ASD in una società sportiva dilettantistica a resp. limitata?

La risposta è senz’altro positiva, ma necessita di alcuni chiarimenti.

Anzitutto è bene chiarire che il nostro codice non ha previsto l’ipotesi della trasformazione delle associazioni non riconosciute, anche se, di recente, parte della dottrina ne ha ipotizzato l’ammissibilita (Studio Notariato 5271/1/2004, parere consiglio nazionale notariato a quesito FIGC del maggio 2006)

L’ipotesi di trasformazione di associazione riconosciuta è invece disciplinata dall’art. 2500 octies c.c.il quale richiede:
– le maggioranze previste dalla legge o dallo statuto per lo scioglimento anticipato
– il capitale sociale dovrà essere diviso tra gli associati in parti uguali, salvo diverso accordo

E’ inoltre necessaria una perizia giurata di stima del patrimonio dell’associazione.

La trasformazione non è comunque ammessa per le associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici oppure liberalità e oblazioni del pubblico.

L’art. 223 octies disp. att. c.c. precisa inoltre che la trasformazione prevista dall’articolo 2500-octies è consentita alle associazioni e fondazioni costituite prima del 1 gennaio 2004 soltanto quando non comporta distrazione, dalle originarie finalità, di fondi o valori creati con contributi di terzi o in virtù di particolari regimi fiscali di agevolazione. Nell’ipotesi di fondi creati in virtù di particolari regimi fiscali di agevolazione, la trasformazione è consentita nel caso in cui siano previamente versate le relative imposte.

A seguito della trasformazione, la nuova SSDRL manterrà:
– il regime fiscale agevolato della legge n.398/1991
– la “decommercializzazione” dei corrispettivi
– il diritto all’agevolazione prevista dall’art. 67 lett.m del TUIR

Avv. Marco Bini

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