Con la sentenza n.5890/2019 la Corte di Cassazione Penale, sezione IV, si è espressa circa la configurazione del reato di omicidio colposo nei confronti di gestore di un esercizio di ristorazione il quale, informato delle poli-allergie dal proprio cliente (tra cui morbo celiaco ed allergia al grano,glutine, fermento, formaggi, pesce, etc.), somministrava allo stesso una vivanda contenente grano.

Ebbene la Suprema Corte ha affermato che “risponde del reato di omicidio colposo, ove si dimostri che il gestore sia stato compiutamente edotto sulla gravità delle allergie del commensale e sugli effettivi pericoli connessi alla trasgressione del regime alimentare cui egli è tenuto, non essendo sufficiente la mera richiesta di un “pasto per celiaci” senza l’indicazione di specifiche allergie ai cereali.

Pertanto, visto che secondo la Corte non vi era prova certa che il gestore del ristorante fosse stato compiutamente edotto sulla gravità delle allergie del giovane commensale e sugli effettivi pericoli connessi alla trasgressione del regime alimentare, la Corte di Cassazione ha accolto l’impugnazione dell’imputato (condannato dalla competente Corte d’appello)

Avv. Marco Bini

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