La sesta sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, richiamando precedenti in materia, con la Sentenza n. 406 del 2019 ha confermato che una convivenza stabile e duratura fa venir meno l’assegno di mantenimento dell’ex coniuge.

Gli ermellini nella sentenza citata hanno deciso che l’instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, ancorché di fatto, rescindendo ogni connessione col il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venir meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell’assegno divorzile a carico dell’altro coniuge.

Costituisce infatti principio indiscusso che la formazione di una nuova famiglia di fatto da parte del coniuge divorziato determina la perdita definitiva dell’assegno. Anche qualora tale convivenza cessi, si è ormai recisa ogni connessione con il precedente coniuge e, pertanto, non si può più recriminare di nuovo l’assegno divorzile.

Tuttavia, ha chiarito la giurisprudenza fino ad oggi, tale principio si può applicare solo quando la nuova convivenza abbia i caratteri della stabilità e continuità.

Interessate in materia il Tribunale di Como, che con Ordinanza dell’Aprile 2018 è arrivato a stabilire che se l’ex ha una relazione con un nuovo compagno perde il mantenimento anche se tra i due non vi è alcuna stabile convivenza.

Resta fermo che occorre sempre tenere distinto tra l’obbligo dei confronti del coniuge rispetto all’obbligo nei confronti dei figli. La creazione di una nuova famiglia da parte del genitore con cui i figli convivono non implica infatti la cessazione, da parte dell’altro genitore, dell’obbligo di versare loro il mantenimento. Quest’obbligo non  cessa automaticamente neanche con il raggiungimento della maggiore età ma perdura finché non si dimostri che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica.

Avv. Francesca R. Passalacqua

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