Quali sono i danni risarcibili a seguito di un sinistro stradale mortale? Quali i soggetti che hanno diritto al relativo risarcimento?

Le risposte alle domande appena poste non presentano caratteri di univocità, dipendendo da molteplici fattori come età del defunto e del congiunto avente diritto, intensità della relazione, tipologia del rapporto di parentela, convivenza, composizione del nucleo familiare, lasso temporale tra sinistro e morte del soggetto.

E’ opportuno però iniziare affermando che i danni non patrimoniali da morte sono risarciti ai sensi dell’art. 2059 c.c., e consistono nei pregiudizi di carattere morale e nei turbamenti soggettivi ed esistenziali sofferti dai congiunti e dai familiari conviventi con la vittima del sinistro stradale mortale.

L’effettiva quantificazione dei danni non patrimoniali deve essere valutata sulla base dei criteri di giudizio e delle tabelle in uso nei Tribunali della Repubblica. Maggiormente utilizzate, ad oggi, sono le Tabelle di Milano e di Roma, che offrono alcuni criteri variabili al fine di quantificare più o meno precisamente il risarcimento spettante a ciascuna categoria di soggetti legittimati a riceverlo.

I danni patrimoniali risarcibili, invece, ricomprendono il cd. danno emergente ed il cd. lucro cessante, in quanto siano conseguenza immediata e diretta del fatto illecito.

Il “danno emergente” è rappresentato dalla perdita economica immediatamente subita dai parenti per gli esborsi effettuati a seguito del decesso del congiunto (si tratta, per lo più, delle spese funerarie, di trasporto, mediche e/o ospedaliere).

Il “lucro cessante” deriva dalla mancata contribuzione del defunto alle esigenze economiche della famiglia. Esso dovrà essere determinato sulla base dell’ultimo reddito annuo percepito dal congiunto deceduto al momento della morte, utilizzando un criterio di calcolo del danno patrimoniale da morte.

Passando ad analizzare le categorie di soggetti ai quali spetta il risarcimento dei danni a seguito di sinistro stradale mortale, il nostro ordinamento riconosce il predetto a tutti i “prossimi congiunti” del soggetto deceduto. Con tale espressione si intendono  i componenti della cd. famiglia nucleare del defunto: il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli e le sorelle, (anche non conviventi), per i quali la sussistenza del danno non patrimoniale è sorretta da una presunzione ex lege. Ciò vale anche per il convivente more uxorio, rispetto al quale la giurisprudenza ha definitivamente ammesso la risarcibilità dei danni in proprio favore, in considerazione, anche, del “legame affettivo stabile e duraturo, in virtù del quale [i partners] abbiano spontaneamente e volontariamente assunto reciproci impegni di assistenza morale e materiale“. (Cass. n.9178/2018)

Ovviamente anche altri soggetti potranno richiedere il risarcimento dei danni da sinistro stradale mortale (a titolo esemplificativo nonni, nipoti, zii, cognati e parenti meno prossimi), laddove vi sia stata una particolare intensità del rapporto affettivo con il defunto (da provare). In questo caso la accertata convivenza tra il de cuius e l’avente diritto al risarcimento facilita la positiva conclusione della pratica.

E’ bene spendere alcune parole sul diritto al risarcimento del danno c.d. “tanatologico” in capo alla vittima del sinistro, la quale, essendo dotata di capacità giuridica, può trasmetterlo agli eredi

Esemplificativo in questo senso è un caso recentemente esaminato dalla corte di Cassazione (sent. n.26727/2018), all’interno del quale la predetta ha precisato che “se la morte è immediata o segue alle lesioni “entro brevissimo tempo” non sussiste diritto al risarcimento jure hereditatis”,

Nel caso di specie, invero, la morte è avvenuta ben due ore dopo il sinistro, e la vittima, nel lasso temporale evidenziato, è risultata vigile e cosciente del proprio stato sino al momento della morte. Su queste basi la Corte di Cassazione ha riconosciuto in capo alla vittima stessa un diritto al risarcimento dei danni patiti, rappresentati dall’agonia della vittima sia da un punto di vista fisico che morale.  Tale diritto è sorto in un momento in cui la vittima era dotata di capacità giuridica, e pertanto trasmissibile jure hereditatis alla moglie ed ai figli.

Lo Studio Legale, in questa materia, ha maturato particolare esperienza e sensibilità. Nessuna spesa dovrà essere sostenuta dai familiari delle vittime, dato che ogni onere, compreso il compenso spettante per l’attività di consulenza ed assistenza legale, è a carico della compagnia assicurativa che interviene nel sinistro.

Avv. Marco Bini

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