Secondo appuntamento dedicato alla revoca dell’amministratore del condominio. Oggi tratteremo il tema della revoca giudiziale dell’aministratore.

La revoca dell’amministratore può essere disposta anche dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condominio, mediante domanda al competente Tribunale, il quale provvede in camera di consiglio, con decreto motivato, sentito l’amministratore in contraddittorio con il ricorrente.

A tal fine è però necessario che si siano verificate una delle seguenti cause, contemplate dall’articolo 1129, comma 11, del codice civile:
– l’amministratore non abbia informato il condominio circa le citazioni o i provvedimenti dell’autorità amministrativa notificatigli e che riguardino questioni che esorbitano dalle sue attribuzioni (art. 1131 c.c.);
– l’amministratore non abbia reso il conto della sua gestione;
– l’amministratore abbia commesso gravi irregolarità.

Le “gravi irregolarità” sono elencate al comma 12 dell’art.1129 c.c. I confini di tale nozione, tuttavia, sono lasciati volutamente indefiniti dal legislatore e pertanto il seguente elenco è da intendersi non esaustivo:

1) l’omessa convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto condominiale, il ripetuto rifiuto di convocare l’assemblea per la revoca e per la nomina del nuovo amministratore o negli altri casi previsti dalla legge;
2) la mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari e amministrativi, nonché di deliberazioni dell’assemblea;
3) la mancata apertura ed utilizzazione del conto corrente bancario o postale intestato al condominio;
4) la gestione secondo modalità che possono generare possibilità di confusione tra il patrimonio del condominio e il patrimonio personale dell’amministratore o di altri condomini;
5) l’aver acconsentito, per un credito insoddisfatto, alla cancellazione delle formalità eseguite nei registri immobiliari a tutela dei diritti del condominio;
6) qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio l’aver omesso di curare diligentemente l’azione e la conseguente esecuzione coattiva qualora sia stata promossa azione giudiziaria per la riscossione delle somme dovute al condominio;
7) l’inottemperanza agli obblighi di cui all’art. 1130, n. 6), 7) e 9) (tenuta dei registri di anagrafe condominiale, registro dei verbali delle assemblee, registro di nomina e revoca dell’amministratore e registro di contabilità);
8) l’omessa, incompleta o inesatta comunicazione dei dati di cui al secondo comma dell’articolo 1129 (informazioni scritte da fornire in caso di accettazione della nomina).

Secondo l’art. 69 delle disp. att. del codice civile, costituisce poi grave irregolarità idonea a giustificare la revoca dell’amministratore di condominio (e la sua condanna al risarcimento danni) la non ottemperanza all’obbligo di dare senza indugio notizia all’assemblea dei condomini dell’eventuale azione giudiziale intentata avverso il condominio per la revisione dei valori proporzionali espressi nella tabella millesimale allegata al regolamento di condominio.

Il ricorrente, in caso di accoglimento della domanda, ha titolo di rivalsa nei confronti del condominio relativamente alle spese legali.

Il condominio, a sua volta, può rivalersi nei confronti dell’amministratore revocato.

Contro il provvedimento del Tribunale, può essere proposto reclamo alla Corte di Appello, nel termine di dieci giorni dalla sua notificazione o dalla sua comunicazione.

Avv. Marco Bini

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